Crespi d’Adda

Il villaggio operaio di Crespi d’Adda è sito nel comune di Capriate San Gervasio, in Lombardia, nell’estrema punta meridionale dell'”Isola Bergamasca”, racchiusa tra i fiumi Adda e Brembo e le Prealpi.

Crespi d’Adda è uno straordinario esempio di “città aziendale”, un fenomeno che si è sviluppato in Europa e Nord America nel XIX e all’inizio del XX secolo, espressione della filosofia prevalente di industriali illuminati nei confronti dei loro dipendenti.

Il villaggio fu fondato da Cristoforo Benigno Crespi per ospitare gli operai della sua fabbrica tessile e la sua configurazione finale fu sviluppata dal figlio di Cristoforo, Silvio Benigno Crespi che aveva studiato il funzionamento dei cotonifici tedeschi e inglesi. Silvio creò una città allo scopo di fornire abitazioni confortevoli e servizi per poter usufruire di una manodopera stabile e prevenire il conflitto industriale.

La città restò di proprietà di una sola famiglia fino agli anni ’70 quando numerosi edifici, in particolare case, vennero vendute a privati. Lo spopolamento provocò un significativo declino dell’attività industriale.

Completata alla fine degli anni ’20, la città offriva ai dipendenti un elevato standard di vita grazie ad abitazioni multi-familiari (ognuna con un giardino) e servizi comunitari molto avanzati per l’epoca. L’intero villaggio era disposto secondo una forma geometricamente regolare, intersecata dalla strada principale proveniente da Capriate. Le fabbriche e gli uffici erano situati su un lato della strada, corrispondente all’argine sinistro del fiume Adda, mentre il villaggio stesso si trovava sul lato opposto della strada e seguiva una griglia rettangolare di strade su tre linee. Le case si differenziavano le une dalle altre per lo stile, il che contribuiva a offrire una piacevole varietà di paesaggi urbani, legata al ruolo che i suoi occupanti ricoprivano originariamente all’interno della fabbrica.

Gli operai beneficiavano di altri servizi oltre all’abitazione, tra cui servizi igienici e lavanderie pubblici, una clinica, una cooperativa di consumatori, una scuola, un piccolo teatro, un centro sportivo, una casa per il prete locale e una per il dottore, una stazione idroelettrica che forniva gratuitamente elettricità e altri servizi comuni. Erano presenti anche edifici con un valore altamente simbolico, come la chiesa ed il castello (residenza della famiglia Crespi), un nuovo complesso per uffici e case per i responsabili delle fabbriche situate a sud di quelle degli operai.

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